BLOG

Home » BLOG

BLOG

Cambiamo modo di pensare. Il ruolo chiave delle Assicurazioni.

barco

Ci siamo mai chiesti veramente quale sia il senso e la ratio delle assicurazioni per la società in cui viviamo oltre che per noi stessi? In questa occasione vorrei focalizzare l’attenzione sul ruolo fondamentale e strategico che giocano e potrebbero maggiormente ricoprire le Assicurazioni in Italia sia da un punto di vista sociale che prettamente economico. Non dobbiamo dimenticare che le Assicurazioni forniscono un contributo di rilievo allo sviluppo e alla stabilità del Paese; e questo è ancora più vero nei momenti di turbolenza finanziaria e di recessione economica come quelli che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo. Non dimentichiamoci che l’Assicurazione italiana ha retto bene l’impatto della crisi finanziaria esplosa nell’ultimo trimestre del 2008.

Per superare l’attuale fase congiunturale le imprese di assicurazione dovrebbero, come sempre nelle grandi fasi di cambiamento, adattare le proprie strategie decisionali, nel convincimento, però, che quanto fatto sino ad oggi ha consentito di evitare gli effetti deteriori della crisi. E’ necessario che non perdano la loro vera natura e cioè che continuino a puntare sulla solidità e sulla prudenza.
L’assicurazione raccoglie inoltre ingenti flussi di fondi che investe sui mercati finanziari e immobiliari contribuendo così al finanziamento del sistema produttivo e nel contempo consente ad imprese e famiglie di gestire con efficacia i rischi a cui sono esposte. Sul fronte del welfare in senso ampio, dalle pensioni alla sanità, dall’assistenza alle calamità naturali, credo che anche nel nostro Paese si debba procedere ad una maggiore collaborazione tra pubblico e privato, poiché entrambi i settori non devono contrapporsi ma divenire complementari per trovare soluzioni tecniche a problemi spesso di carattere generale-sociale.
La Sanità, solo per toccare uno dei temi più delicati della nostra politica socio-economica, come la non-autosufficienza delle persone che raggiungono una certa età di vita, sono cruciali per il futuro economico del nostro Paese. L’evoluzione demografica, con il progressivo invecchiamento della popolazione, è destinata – in assenza di politiche correttive – a far raddoppiare la spesa sanitaria pubblica italiana e a far crescere vertiginosamente la spesa per l’assistenza degli anziani non autosufficienti. In questo scenario occorre trovare nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato che consentano di alleggerire le pressioni sia sui bilanci statali che, di conseguenza, su quelli delle singole famiglie.

Altro tasto dolente è la previdenza complementare. Le pensioni rimangono un’esigenza fondamentale per tutti, ma nonostante le riforme e lo sviluppo del settore la diffusione degli strumenti finanziari pensionistici non ha raggiunto in Italia uno sviluppo pari a quello degli altri paesi europei. Una delle cause di questa situazione è la mancanza di un’adeguata informazione sul livello della pensione pubblica che si percepirà al termine dell’attività lavorativa. Ciò riduce la consapevolezza in merito ai propri effettivi bisogni previdenziali. Vi sono inoltre troppi vincoli nel sistema vigente: occorre al lavoratore un più ampio potere di scelta e di ripensamento, come lasciare alla sua volontà esclusiva la portabilità del contributo del datore di lavoro. Infine ritengo che il nostro paese abbia bisogno di un sistema moderno di gestione del rischio delle calamità naturali. Il sempre più frequente manifestarsi di eventi catastrofali rende difficile la gestione del sistema sulla base delle sole risorse pubbliche.

Detto ciò favorire la diffusione dell’assicurazione è nell’interesse del Paese e quindi di tutti i cittadini, perché riduce la vulnerabilità dell’economia e della società. A Noi singoli il compito di smetterla di pensare alle assicurazioni come “tasse”, di cambiare il nostro approccio alle assicurazioni, perché non c’è nulla di meglio che investire i propri risparmi per la propria tranquillità.